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3 cose da fare se le tue immagini non sono perfettamente a fuoco

Scritto da Daniele

|   

15 Febbraio 2021

Tempo di lettura: 8 min

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Prima o poi capita a tutti: di ritorno da una sessione, dopo aver scaricato le immagini dalla scheda di memoria nel computer ed averle importate in Lightroom scorri le tue immagini preferite e ne trovi diverse soffici e non perfettamente a fuoco.

Cosa è successo?

In questo articolo voglio descriverti le principali cause per cui ottieni immagini non perfettamente nitide e cosa fare per ottenere immagini a fuoco. Ma prima di iniziare voglio farti una domanda.

Che differenza c’è tra una immagine sfocata ed una mossa?

Spesso queste due situazioni vengono usate in maniera indistinta ma, in realtà, rappresentano due problemi profondamente differenti da loro.

Una immagine sfocata è una immagine in cui il fuoco è stato posto non sul soggetto ma su una parte diversa della scena.

Una immagine mossa, invece, è una immagine in cui il fotografo o il soggetto si sono mossi durante il tempo di scatto causando una immagine non nitida.

Può capitare, quindi, che agli inizi ci si possa confondere sul perché una foto sia non perfettamente nitida.

Nel caso di mosso, la soluzione è molto semplice: nella grande maggioranza dei casi è sufficiente accorciare il tempo di scatto per far sì che il movimento del fotografo o del soggetto venga congelato.

Se hai dubbi su come impostare il tempo di scatto della tua macchina fotografica e su come bilanciare conseguentemente l’esposizione, in questa guida sul triangolo dell’esposizione troverai tutte le informazioni necessarie per diventare esperto del triangolo dell’esposizione e del rapporto tra i vari parametri di scatto.

Scongiurato il rischio di mosso ed appurato che la tua immagine ha un problema di messa a fuoco, ecco le 3 cose da fare se le tue immagini non sono perfettamente a fuoco:

#1 – Controlla dove hai messo a fuoco

Molto spesso il motivo per cui una immagine è sfocata è semplicemente che è stata messa a fuoco una parte sbagliata della scena. Il rischio è tanto maggiore quanto più lasciamo scegliere alla fotocamera dove mettere a fuoco, anche se ultimamente i sistemi di messa a fuoco automatici che troviamo sulle mirrorless e che sono basati sul riconoscimento dell’immagine e sull’intelligenza artificale hanno fatto dei passi avanti da giganti e sono diventati altamente affidabili. Se il punto di messa a fuoco scelto dalla macchina fotografica non cade sul tuo soggetto ma magari su un elemento dello sfondo, lo sfondo sarà perfettamente a fuoco e nitido, mentre il tuo soggetto risulterà sfocato. Per questo motivo, quando vuoi essere certo del fuoco, ti consiglio di scegliere un singolo punto di messa a fuoco che sia sulla zona dell’immagine che vuoi mettere a fuoco.

Nel caso la tua macchina fotografica non abbia un numero elevato di punti di messa a fuoco distribuiti su tutta l’inquadratura, la tecnica più utilizzata è quella del mettere-a-fuoco-e-ricomporre: si tratta di spostare l’inquadratura in modo da avere un punto di messa a fuoco sulla zona di interesse, ad esempio un occhio, e una volta messo a fuoco ricomporre per ottenere l’inquadratura desiderata. Questo approccio è valido nella maggioranza dei casi, ma fai molta attenzione nel caso tu stia usando un obiettivo di grande lunghezza focale ed una ampia apertura del diaframma: nel ricomporre, infatti, farai ruotare e spostare il piano di messa a fuoco e, se la tua profondità di campo è molto piccola, rischi di non avere a fuoco il punto su cui hai messo a fuoco prima di ricomporre.

Con l’avvento delle fotocamere mirrorless in cui la messa a fuoco avviene direttamente sul sensore, il numero delle zone di messa a fuoco è aumentato sensibilmente fino a raggiungere una copertura anche del 100% dell’inquadratura e passando, ad esempio, dai 61 punti di messa a fuoco della Canon 5D mk iii (leggi qui la recensione della Canon 5D mk III) ai 5940 (CINQUEMILANOVECENTOQUARANTA!) punti della Canon R5, di cui a breve troverai la recensione qui sul sito.

In generale, quindi, assicurati che il fuoco cada esattamente sulla parte della scena che ti interessa e che l’apertura del diaframma che stai usando sia tale da garantirti una profondità di campo sufficiente ad ottenere la visione creativa che hai in mente.

#2 – Controlla la modalità di messa a fuoco

I moderni sistemi di messa a fuoco hanno due modalità princpali di funzionamento: la messa a fuoco istantanea e la messa a fuoco continua. Queste due modalità di messa a fuoco, come il nome suggerisce, permettono di fissare il fuoco e non variarlo più oppure di mantenere sempre a fuoco uno o più punti di messa a fuoco. La scelta di quale modalità utilizzare dipende sostanzialmente dalla scena che stai fotografando: se il soggetto è un soggetto statico o in lento movimento, allora la modalità di messa a fuoco istantanea può essere usata senza particolari attenzioni, mentre se il soggetto si muove (soprattutto se verso di te o allontanandosi da te) allora la messa a fuoco continua è utile nel mantenere il soggetto sempre perfettamente a fuoco.

Uno dei motivi più comuni di immagini sfocate è la scelta sbagliata di quale modalità di messa a fuoco si utilizza. Supponi di stare fotografando i tuoi bambini che giocano sulla spiaggia: in una situazione dinamica come questa, mettere a fuoco con la messa a fuoco istantanea farà si che tra il momento in cui il fuoco è raggiunto ed il momento in cui l’otturatore scatta i tuoi bambini si saranno spostati e, quindi, la macchina starà mettendo a fuoco in un punto sbagliato. Se, invece, utilizzi la messa a fuoco continua allora sarà sufficiente mantenere il punto o i punti di messa a fuoco che hai selezionato sul tuo soggetto e questo sarà manentuto a fuoco durante il suo movimento.

“Ma, quindi, con la messa a fuoco continua ho risolto tutti i problemi?”

Purtroppo no. La messa a fuoco continua, infatti, ha prestazioni molto differenti da corpo macchina a corpo macchina e dipende tantissimo dalla lente che utilizzi. Capita spesso, infatti, che la velocità con cui il sistema di auto-focus reagisce al movimento del soggetto non sia altissima se la combinazione corpo macchina + lente non è di alta qualità e che, quindi, l’inseguimento del soggetto non sia perfetto.

Ad ogni modo, assicurati di scegliere sempre la modalità di messa a fuoco migliore per la scena che stai fotografando, così da aumentare la percentuale di immagini perfettamente a fuoco.

#3 – Calibra le tue lenti

Se hai una reflex e riscontri una alta percentuale di immagini non perfettamente a fuoco, potrebbe darsi che la tua macchina fotografica sia soggetta a front focus o back focus. Essenzialmente, il sistema di messa a fuoco potrebbe essere lievemente starato e mettere a fuoco sempre un po’ più vicino – front focus – o un po’ più lontano – back focus – rispetto al punto da te scelto per la messa a fuoco. Per recupare questa situazione, puoi portare la macchina fotografica presso un centro utticiale di assistenza tecnica oppure fare una serie di misurazioni ed utilizzare la possibilità di fare delle micro-regolazioni della messa a fuoco direttamente dal menù della macchina fotografica.

Si tratta, come vedrai, di una procedura tendenzialmente semplice, ma molto tediosa e ripetitiva che potrà migliorare notevolmente la tua percentuale di immagini a fuoco. In genere, questo è un problema che ha una dipendenza anche dalla lente che stai usando, quindi la procedura di taratura di fino della messa a fuoco automatica andrà ripetuta con tutte le lenti in tuo possesso.

Se non sai come fare la taratura dell’autofocus, sul blog trovi una guida dettagliata su come fare la taratura dell’autofocus con tutti i passi spiegati nel dettaglio.

Se invece di una reflex hai una fotocamera mirrorless, il problema del front-focus e del back-focus è praticamente assente. Questo perché la messa a fuoco nelle fotocamere mirrorless sfrutta una lettura direttamente del sensore basata principalmente sulla rilevazione del contrasto, rendendo superflua la micro-regolazione dell’auto-focus.

In conclusione

Il sistema di auto-focus è da sempre oggetto di amore ed odio da parte di tutti i fotografi. Oggi, gli sviluppi della tecnologia impiegata nelle fotocamere mirrorless con il riconoscimento dell’immagine, l’impiego dell’intelligenza artificale e del machine learning sta realmente cambiando il modo in cui usiamo i nostri corpi macchina, consentendoci di poter fare sempre più affidamento su questi struimenti avanzatissimi di messa a fuoco automatica e lasciandoci più liberi di pensare agli aspetti più creativi della fotografia.

Ma come dico sempre durante i miei corsi, ricorda sempre che uno strumento va usato con consapevolezza e pieno controllo, altrimenti sarà sempre la macchina fotografica ad avere il controllo delle tue immagini e non tu.

Se hai domande sulla messa a fuoco, scrivile pure qui sotto nel box dei commenti oppure contattaci attraverso i nostri social mettendo Mi Piace alla nostra pagina Facebook oppure seguendoci su Instagram!

Un abbraccio e ricorda di… Rimanere inFocus!
Daniele

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