Si dice che spesso i più severi critici delle nostre immagini siamo noi stessi. Porsi delle domande quando si guardano le proprie fotografie è una parte fondamentale del lento e continuo processo di crescita fotografica che ciascun fotografo compie. Scopriamo insieme quali sono le 8 domande da farsi guardando le proprie fotografie!

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Durante i nostri corsi di fotografia e di elaborazione digitale ripeto sempre a tutti che uno dei modi più efficaci per cercare di migliorarsi e crescere come fotografo è osservare le proprie immagini con occhi critici. Imparare a conoscersi ed a conoscere la propria fotografia è un passo fondamentale verso il riconoscimento ed il raggiungimento del proprio stile. La fotografia, che sia il nostro lavoro o una nostra passione, è un modo per esprimere la propria creatività e la propria visione unica del mondo. Purtroppo, invece, oggi c’è un gruppo sempre più nutrito di “fotografi” (o presunti tali) che, piuttosto che sviluppare una propria voce ed un proprio linguaggio per esprimere se stessi, trovano più facile e rapido copiare. Che si tratti di strategie di marketing o comunicazione, che sia il particolare modo di elaborare le proprie immagini o il taglio dei propri scatti, capita troppo spesso di vedere clonato il proprio stile.

Nonostante copiare il lavoro e lo stile di un fotografo sia, in definitiva, una forma di apprezzamento, non posso esimermi dal suggerire a chi lo fa regolarmente (anche troppo sfacciatamente, per i miei gusti…) di sforzarsi di più: la fotografia è una forma di espressione di sé, della propria sensibilità e del particolare modo con cui osserviamo il mondo attraverso i nostri occhi, il nostro cuore e la nostra mente. Dovete ascoltarvi ed osservarvi attentamente per trovare la vostra strada e la vostra voce, non banalmente e poco elegantemente copiare il lavoro altrui. L’ispirazione è una parte fondamentale del percorso di crescita di ciascun fotografo, ma lasciarsi ispirare significa partire da un punto e di li costruire qualcosa di nuovo. Per questo motivo, dobbiamo sempre imparare ad osservare le nostre immagini con sguardo critico per chiederci continuamente: come posso migliorare?

Per questo motivo, eccovi 8 domande da farsi guardando le proprie fotografie che vi aiuteranno a capire meglio che tipo di fotografi siete e come ottenere immagini migliori. Buona lettura!

1. Cosa mi piace della foto?

Guardando una vostra fotografia, riuscite ad identificare cosa vi colpisce maggiormente dell’immagine? Che sia un elemento della composizione o un aspetto legato ai colori o alla luce, se non riuscite a rispondervi con decisione molto probabilmente state osservando una immagine con qualche problema. Inoltre, una volta individuato cosa è che vi attira maggiormente nella fotografia chiedetevi sempre come quel particolare potesse essere ulteriormente migliorato: una composizione differente o una luce diversa poteva renderlo ancora più interessante?

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2. Cosa non mi piace della foto?

Nell’osservare criticamente le nostre immagini, dobbiamo cercare quanto più possibile di mantenere un atteggiamento distaccato. Molto spesso, infatti, siamo legati emotivamente alle fotografie che realizziamo e questo può portarci ad essere poco obiettivi quando le esaminiamo. Un osservatore non godrà dello stesso coinvolgimento, quindi sarà più incline a trovare e/o far notare difetti ed imperfezioni. Chiediamoci, quindi, se sono presenti e quali sono quei dettagli che non aggiungono valore all’immagine ma rischiano di distrarre chi guarda la fotografia. Molto spesso, si tratta di elementi sullo sfondo o sui bordi dell’inquadratura, che non ci hanno colpito perché durante lo scatto eravamo totalmente concentrati sul soggetto. In realtà, il nostro occhio deve danzare nel mirino spostandosi costantemente ai margini dell’inquadratura alla ricerca di elementi di distrazione. Non abbiate paura di utilizzare lo spazio negativo nelle nostre immagini: una fotografia pulita è, molto spesso, migliore agli occhi di un osservatore rispetto ad una più caotica. Notate, infine, che l’elemento di distrazione non deve necessariamente essere un elemento della composizione, ma può anche essere un tratto cromatico o una zona particolarmente chiara o scura nell’immagine.

3. La messa a fuoco è precisa?

Sbagliare la messa a fuoco di una immagine è uno dei motivi principali per i quali una fotografia va eliminata. Chiedetevi sempre se la messa a fuoco è corretta e precisa sul soggetto e, in caso di risposta negativa, non temete di eliminare la fotografia: indipendentemente dalla composizione e dall’esposizione della fotografia, una errata messa a fuoco rende una immagine inutilizzabile. Questo è tanto più vero quanto più ristretto è la profondità di campo che si sta utilizzando. Inoltre, ogni qualvolta il soggetto è un essere vivente, sinceratevi che gli occhi siano perfettamente a fuoco ed eliminate senza remore la fotografia in caso contrario.

4. Come si muove lo sguardo nella scena?

Il modo in cui gli occhi dell’osservatore si muovono nella scena inquadrata dipende quasi esclusivamente dal diverso peso visivo che hanno gli elementi che compongono l’inquadratura e dalla eventuale presenza di percorso visivi creati ad hoc nella scena. Nel momento in cui realizziamo una fotografia, abbiamo il pieno controllo di come questi elementi andranno ad influenzare il comportamento dell’osservatore. Chiediamoci sempre, quindi, se siamo riusciti a guidare efficacemente lo sguardo dell’osservatore verso il soggetto principale o verso una parte specifica dell’immagine.

5. E’ chiaro quale è il soggetto della foto?

Sembra banale, ma molto spesso capita di vedere immagini in cui non è facile stabile quale sia il soggetto principale della fotografia. Può capitare, infatti, che una composizione errata non riesca a mettere in risalto l’elemento principale dell’immagine o che siano presenti troppi elementi di distrazione nell’inquadratura. Ogni qualvolta non si è in grado di individuare con certezza l’elemento di maggiore interesse nella fotografia è probabile che ci troviamo davanti ad una immagine con qualche problema.

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6. Il messaggio che volete trasmettere con la foto è chiaro?

Una fotografia è un potentissimo mezzo di comunicazione. Essa non solo consente di raccontare un attimo, ma permette anche di veicolare messaggi estremamente più complessi e articolati che vanno al di la del semplice momento immortalato. E’ fondamentale chiedersi sempre se il messaggio che volevamo trasmettere con la nostra foto raggiunga facilmente l’osservatore. Quali emozioni stiamo suscitando in chi guarda la fotografia?

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7. La foto è esposta correttamente?

Una corretta esposizione è parte integrante di una buona fotografia. Tuttavia, non esiste una esposizione corretta in modo assoluto per una certa immagina: a seconda del messaggio che vogliamo trasmettere, infatti, andrà scelta una esposizione appropriata. Pensiamo, ad esempio, ad un ritratto in low key: in questo caso, poiché si è alla ricerca di drammaticità e sensazioni forti, l’immagine risulterà fortemente sottoesposta. Ma è proprio questa esposizione forzatamente “non corretta” ha trasmettere parte del messaggio che vogliamo raggiunga l’osservatore. Nel valutare l’esposizione delle nostre immagini, chiediamoci sempre se la fotografia è esposta correttamente in rapporto al tipo di messaggio che vogliamo trasmettere.

Diffidate sempre da chi vi dice che una esposizione corretta o meno si può giudicare solo ed esclusivamente dall’istogramma. L’istogramma è uno degli innumerevoli strumenti che abbiamo a disposizione per valutare l’esposizione di una fotografia e, in quanto strumento, dobbiamo saperlo leggere correttamente. Tuttavia, imparate ad usare in maniera congiunta TUTTI gli strumenti a nostra disposizione: lo schermo LCD sul retro della nostra macchina fotografica, l’istogramma, la lettura dell’esposimetro, lo schermo del computer se scattiamo collegati ad u computer. Tutto ciò che può aiutarci a valutare la corretta esposizione è uno strumento utile.

Non siate estremisti.

8. La lunghezza focale è corretta?

La scelta della lunghezza focale con cui scattare una certa fotografia è una delle scelte creative più importanti per un fotografo (ed uno dei motivi per cui usiamo delle reflex). Non solo la scelta della focale va ad influenzare l’inquadratura ed il campo di vista, ma contribuirà a evidenziare il messaggio che si vuole comunicare. Uno scatto realizzato con un teleobiettivo a 200mm, ad esempio, sarà più “intimo” di una panoramica della stessa scena a 35mm. Inoltre, la scelta della lunghezza focale contribuisce ad enfatizzare o ridurre l’effetto bokeh sullo sfondo, che può o meno contribuire a realizzare una immagine in cui il soggetto risulti staccato dallo sfondo ed immerso in un ambiente che non distragga l’attenzione dell’osservatore.

Nel corso degli anni, con la pratica, capirete quale è la vostra lunghezza focale preferita. Quando questo avverrà, comunque, sforzatevi di scattare anche a lunghezze focali differenti per mantenere l’occhio allenato e continuare a sperimentare.

Voi quanto siete critici guardando le vostre immagini? Vi fate già le domande che vi abbiamo indicato oppure ne avete delle altre? Fatecelo sapere lasciando un commento usando il box qui in basso oppure mettete “Mi piace” alla nostra pagina Facebook e partecipate alla discussione commentando il post relativo a questo articolo.

Buona luce a tutti e ricordate di… Rimanere inFocus!!!

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About the author

Daniele

Daniele, da sempre appassionato di fotografia e di tutto ciò che vola, insegue le sue passioni conseguendo una laurea in ingegneria astronautica ed esplorando sempre più a fondo l'universo fisico e quello fotografico, sperimentando e raccontando il mondo come lo vede attraverso la sua macchina fotografica.

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