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Come usare la modalità manuale

Scritto da Daniele

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15 Febbraio 2021

Tempo di lettura: 9 min

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Una delle cose che mi vengono chieste più spesso è quale sia il mio ragionamento nell’impostare i parametri di scatto quando sono in modalità manuale. In questo articolo voglio aiutarti a fugare i tuoi dubbi su come usare la modalità manuale dandoti anche alcuni esempi pratici e illustrandoti il ragionamento che è stato fatto dietro. Spero che così potrai far quadrare il cerchio e iniziare ad usare la modalità manuale con più contezza e serenità.

Iniziamo!

Come scegliere i parametri di scatto in modalità manuale

Come sai (e se non lo sai ti invito a leggere la guida al triangolo dell’esposizione) l’arsenale a nostra disposizione per controllare l’esposizione consta di tre elementi:

  • apertura del diaframma
  • tempo di scatto
  • sensibilità ISO

Se vuoi imparare come usare la modalità manuale devi imparare ad assegnare un valore a ciascuno dei parametri di scatto in base al risultato artistico che vuoi ottenere o alle particolari condizioni in cui ti trovi a scattare.

Essendo un problema con ben tre variabili, l’approccio che consiglio sempre è di iniziare a ragionare a partire dal parametro che per te è più importante nella particolare situazione di scatto in cui ti trovi. Ovvero: per te è più importante l’apertura del diaframma, il tempo di scatto o la sensibilità ISO?

Per rispondere a questa domanda deve avere bene chiaro che ciascun parametro di scatto oltre a controllare il quantitativo di luce che raggiunge il sensore ha anche delle importanti implicazioni creative che possono cambiare drasticamente il risultato che ottieni. Vediamo uno dopo l’altro quando privilegiare un parametro rispetto ad un altro e quali sono gli aspetti importanti da tenere a mente.

Quando è più importante l’apertura del diaframma?

In una immagine, l’apertura del diaframma controlla la profondità di campo, ossia quanto dell’immagine sarà a fuoco e quanto invece sarà sfocato. Questo è un aspetto molto importante quando si vuole isolare un soggetto dallo sfondo mantenendolo perfettamente a fuoco mentre ciò che è alle sue spalle viene sfocato. La profondità di campo è tanto minore quanto più grande è l’apertura del diaframma: questo significa che con aperture molto grandi del diaframma (ad esempio, f1.4 o f/2.8) potrai ottenere mantenere nitido il tuo soggetto mentre tutto il resto sarà fuori fuoco. Con una apertura molto piccola del diaframma (ad esempio f/22 o f/32), invece, la profondità di campo sarà maggiore e questo ti consentirà di mantenere a fuoco una parte maggiore dell’inquadratura.

Come varia la profondità di campo con l'apertura del diaframma

ATTENZIONE: la profondità di campo è anche fortemente influenzata dalla lunghezza focale a cui stai scattando. A parità di apertura, infatti, obiettivi di lunghezza focale maggiore hanno una profondità di campo minore di obiettivi a lunghezza focale più corta.

Ma quando conviene usare le diverse aperture del diaframma?

Sebbene non esista una regola universale, delle semplici linee guida possono essere queste:

  • per ritratti usa la massima apertura possibile per la lente che stai usando: in questo modo, otterrai un soggetto perfettamente nitido con uno sfondo molto sfocato. Così riuscirai a separare il soggetto dallo sfondo ed a metterlo bene in evidenza. Come detto poco sopra, per rafforzare questo effetto utilizza un obiettivo dalla focale lunga da almeno 80mm in su.
  • per foto di gruppo usa una apertura attorno ad f/8 ed f/11 a seconda di quante righe occupano le persone nell’inquadratura o se il gruppo è disposto ad arco. Questo per evitare che alcuni del gruppo siano a fuoco ed altri non lo siano.
  • per foto di paesaggio o cittadine utilizza una apertura tra f/11 ed f/18 per mantenere quanto più possibile della scena a fuoco. Tieni presente che chiudendo troppo il diaframma la rifrazione all’interno dell’obiettivo porta ad una lieve perdita di qualità dell’immagine, quindi impara a conoscere la tua attrezzatura ed i suoi limiti facendo tanti esperimenti.
  • per foto di dettagli o macro, puoi scegliere di usare sia una grande che una piccola apertura diaframma a seconda dell’effetto che vorrai ottenere. Oltre all’apertura del diaframma ed alla lunghezza focale, infatti, anche la distanza di messa a fuoco influisce fortemente sulla profondità di campo: scegli aperture più grandi se vuoi isolare un dettaglio o aperture più piccole se vuoi cercare di inserire il dettaglio nel contesto in cui si trova.

In definitiva, imposta per prima l’apertura del diaframma quando vuoi assicurarti di avere una specifica profondità di campo.

Quando è più importante il tempo di scatto?

Il tempo di scatto controlla quanto velocemente si apre e si chiude l’otturatore della macchina fotografica e, quindi, ti permette di scegliere se congelare il tempo o mostrarne lo scorrere attraverso il mosso.

Nel caso tu voglia essere sicuro che il soggetto sia perfettamente a fuoco e nitido, dovrai utilizzare tempi di scatto molto rapidi. Quanto rapidi, però, dipende dal tipo di scena che stai fotografando: uno sportivo, una persona che cammina, il tuo animale domestico o un bambino che gioca compiono movimenti a velocità molto diverse tra loro e, quindi, necessitano di tempi di scatto diversi tra loro.

In maniera analoga ogni volta che vuoi trasmettere il senso del movimento o del tempo che passa dovrai utilizzare un tempo di scatto più lungo sempre in funzione della scena che stai fotografando. Per ottenere il senso di movimento in una folla è sufficiente scattare ad 1/30 o 1/15 di secondo, mentre se vuoi includere il movimento delle nubi in un cielo temporalesco dovrai usare un tempo di scatto di diversi secondi.

Quando sono più importanti gli ISO?

Ci sono situazioni in cui ci si ritrova a scattare con pochissima luce. In questi casi, indipendentemente dall’ottica che si sta usando, può essere necessario impostare per primi gli ISO. Tieni a mente, però, che alzare gli ISO comporta un aumento del rumore digitale ed una conseguente minore qualità dell’immagine che risulterà meno nitida e più povera di dettagli per effetto della grana del rumore.Quando mi trovo in condizioni di scarsissima luce, quindi, la prima cosa che faccio è alzare gli ISO, ma si tratta forse dell’unica situazione in cui inizio a settare la macchina partendo dagli ISO.

In generale, cerca di mantenere il valore di ISO il più basso possibile senza sottoesporre così da ottenere un file con la migliore qualità possibile.

ATTENZIONE: ciascuna macchina fotografica reagisce agli alti ISO in modo differente. Ci sono corpi macchina che a 6400 ISO restituiscono un file pulitissimo e perfettamente utilizzabile ed altre che già a 1600 ISO iniziano a mostrare cenni di cedimento. Per questo motivo, è fondamentale conoscere la propria attrezzatura. Fai tanti esperimenti per capire quale è la soglia

Qui in basso puoi vedere un esempio di immagine scattata a 6400 ISO (sinistra) e 12800 ISO (a destra) in condizioni in cui c’era luce a sufficienza appena per i nostri occhi. Come vedi, in entrambi i casi l’immagine prodotta è assolutamente utilizzabile e raggiunge il suo obiettivo. Ancora una volta, quindi, ricorda di non aver paura di alzare gli ISO!

Come usare la modalità manuale

Complimenti, ora sai come scegliere con quale parametro di scatto iniziare ad impostare la macchina fotografica in modalità manuale a seconda del tipo di fotografia che vuoi scattare!

Fatto questo, passa all’altro parametro di scatto pensando all’effetto creativo che vuoi ottenere e, infine, aggiusta l’esposizione andando ad agire sugli ISO.

Ricorda sempre che non esiste una esposizione corretta, ma esistono tante esposizioni tutte tecnicamente corrette tra le quali potrai scegliere quella che meglio rappresenta la tua visione creativa per la scena che hai davanti. Alla fine, si tratta di bilanciare i tre parametri di scatto che influenzano l’esposizione con l’immagine che vuoi ottenere e la storia che vuoi raccontare. È sicuramente un processo che richiede pratica ma, come per la bicicletta, con l’esercizio diviene qualcosa di naturale che si fa più per “sensazione” che per ragionamento.

La capacità di saper armonizzare i parametri di scatto per ottenere una esposizione bilanciata è senza ombra di dubbio importantissima, ma rappresenta solo metà della medaglia. Infatti, l’altro problema è riuscire a capire DOVE esporre, ossia capire come la nostra macchina fotografica vede la scena che ha davanti e scegliere l’esposizione migliore che permetta di ottenere una immagine gradevole.

Ma questo è argomento per un altro articolo!

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Daniele

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