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Il flusso di lavoro in Lightroom per la post-produzione in fotografia: un esempio pratico

Scritto da Daniele

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4 Marzo 2021

Tempo di lettura: 9 min

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Lightroom è un programma assolutamente fantastico per la post-produzione fotografica e per l’organizzazione delle immagini. Mi ha permesso di risparmiare tantissime ore di lavoro di post-produzione grazie al fatto che permette di svolgere tantissime attività in un solo programma.

Se ancora non sei pienamente convinto della bellezza dell’uso di Lightroom, puoi trovare in questo articolo 8 Motivi per cui ti consiglio l’utilizzo di Lightroom.

Una delle cose che maggiormente aiuta a risparmiare tempo nella produzione è avere un flusso di lavoro consolidato da poter ripetere sistematicamente con tutte le proprie immagini. Un flusso di lavoro, o workflow, con Lightroom è una sequenza di passi da ripetere su ogni immagine in un ordine specifico. Ovviamente, quando si parla di flusso di lavoro con Lightroom , i passi non sono da intendersi come scritti nella pietra né immodificabili, quanto piuttosto come un punto di partenza ed un canovaccio da seguire per non dover ogni volta ripartire da zero con la post-produzione fotografica.

In questo articolo ti descriverò i passaggi principali di un flusso di lavoro in Lightroom per la post-produzione fotografica. Ognuno di noi ha un approccio personale allo sviluppo dei file RAW, quindi il tuo flusso di lavoro potrà essere tanto o poco diverso da questo in funzione di cosa hai fotografato, se hai fotografato per passione o per un cliente, dell’utilizzo che farai delle immagini e di come gestisci i tuoi back-up (perché hai una strategia di back-up in piedi, giusto? Se non hai idea del perché DEVI avere una strategia di back-up per le tue fotografie, leggi questo articolo sul back-up in fotografia).

Prima di iniziare, però, sapevi che ho messo a disposizione un Starter KIT per Lightroom totalmente gratuito? Ci troverai al suo interno:

  • una checklist su come importare le tue immagini in Lightroom
  • una utile checklist per l’editing delle tue fotografie
  • una checklist completa guida su come esportare le tue fotografie in base all’uso che dovrai farne

Cosa volere di più?

Pronto? Iniziamo!

Un esempio di flusso di lavoro in Lightroom per la post-produzione fotografica

PASSO UNO: Importare le immagini

La prima cosa da fare una volta tornato alla tua postazione di lavoro è scaricare le immagini dalla scheda di memoria e copiarle sul tuo computer. Per fare questo, hai due possibili vie da seguire:

a) copiare le immagini dalla scheda al computer utilizzando Finder su MacOS o Esplora Risorse su Windows e, successivamente, aggiungere le immagini al catalogo di Lightroom lasciandole nella posizione in cui tu le hai copiate

b) usare Lightroom e con una singola operazione contemporaneamente copiarle sul computer dalla scheda di memoria e aggiungerle al catalogo di Lightroom

Personalmente, uso il primo approccio perché in passato mi è capitato alcune volte che Lightroom corrompesse alcuni file durante la copia. Quindi, anche se c’è un passaggio intermedio in più, il mio suggerimento è di copiare manualmente le immagini dalla scheda al computer e solo successivamente aggiungere le immagini al catalogo di Lightroom.

La fase di importazione delle immagini è anche il momento perfetto per catalogare le immagini con le giuste parole chiave valide per tutte le immagini che stai importando ed applicare eventuali preset di importazione (io, ad esempio, applico un mio preset in cui attivo la correzione geometrica dell’obiettivo, rimuovo la vignettatura dell’obiettivo ed applico una leggerissima nitidezza).

Questo è anche il momento perfetto, se ritieni, per convertire i file RAW della tua fotocamera in DNG. Non sai cosa è il formato DNG e perché potrebbe essere utile convertire i file RAW in DNG? Leggi l’articolo “Il formato DNG: cos’è ed a cosa serve” #LINK.

PASSO DUE: Selezionare, Valutare e Rigettare

Spesso questa è una delle fasi più noiose dell’intero processo, soprattutto se come nel caso di un matrimonio o di un evento aziendale si hanno centinaia se non migliaia di immagini da visionare, scegliere e classificare. Lightroom sta migliorando in questo compito nel corso degli anni, rendendo questo processo un po’ più rapido nelle ultime versioni. In realtà, rimane sempre un momento molto pesante perché Lightroom è molto lento nell’aggiornare le anteprime quando si passa da una immagine alla successiva. Quando la velocità è tutto (come nel caso di eventi sportivi o aziendali) io faccio uso di Photo Mechanic Pro per la fase di selezione delle immagini: è molto più veloce di Lightroom ed ha una interfaccia molto pulita e snella che rende questa attività un po’ più sopportabile (anche se rimane sempre una delle mie meno preferite 🙂).

In questa fase è utile adottare un criterio di valutazione che poi aiuti nel processo di sviluppo delle immagini e nella loro catalogazione. Io, ad esempio, utilizzo un sistema basato sul numero di stelle:

  •  0 stelle: immagine da conservare ma da non sviluppare
  • 1 stella: immagine da rivedere (diventerà o a 2 stelle o a 0 stelle)
  • 2 stelle: immagine da sviluppare
  • 3 stelle: immagine lavorata e finita, pronta per essere utilizzata e consegnata
  • 4 stelle: immagine da utilizzare (ad esempio, per un album, per i social o per una galleria online)
  • 5 stelle: immagine di mio interesse (ad esempio, immagine da stampare o per il sito internet)

A questo sistema basato sulle stelle, poi, può aggiungersi anche un codice cromatico per andare a distinguere, ad esempio, tra le immagini con 4 stelle quelle da usare sui social e quelle da inserire in un album fotografico.

In questa fase, inoltre, è utile e consigliabile aggiungere ad ogni foto le parole chiave specifiche di ogni immagine.

Inoltre, tutte le immagini palesemente errate – ad esempio fuori fuoco o mosse – possono essere rigettate premendo il tasto X ed aggiungendo il flag “Rigettata”. Queste saranno le immagini palesemente errate e che non hanno alcuna possibilità di essere lavorate.

PASSO TRE: Eliminare le immagini rifiutate (opzionale)

Completata la selezione e la valutazione delle immagini, il passo successivo coinvolge la gestione delle immagini rigettate. Se hai problemi di archiviazione e stai terminando lo spazio a disposizione, potresti cancellare le immagini rigettate. Se la tua capacità di archiviazione lo consente, il mio consiglio è di mantenere anche le immagini rigettate così da scongiurare la possibilità di eliminare inavvertitamente immagini classificate per errore come “rigettate”. Questo è ancor più vero se sei stato pagato per le tue immagini, ma è una buona prassi anche se fotografi per passione.

PASSO QUATTRO: Sviluppare le immagini

A questo stadio del flusso di lavoro, hai chiaramente identificato le immagini che vuoi sviluppare.

Complimenti!

L’obiettivo in questa fase è utilizzare gli strumenti del Modulo di Sviluppo di Lightroom per sviluppare il file RAW andando ad agire su esposizione, punto di bianco e punto di nero, contrasto, colori, correzione geometrica e prospettica, rimozione del rumore, nitidezza e semplici correzioni locali. Lightroom mette a disposizione anche semplici strumenti per la rimozione di macchie e l’applicazione di effetti locali, senza la necessità di passare a Photoshop.

PASSO CINQUE: Modificare le immagini in Photoshop (se necessario)

Nella maggior parte dei casi, lo sviluppo in Lightroom è pienamente sufficiente per ottenere immagini di ottima qualità. Saltuariamente, se necessario, dopo lo sviluppo del file RAW, l’immagine può essere passata in Photoshop per ulteriori step di post-produzione. In particolare, in Photoshop potrai sfruttare la potenza dei suoi strumenti per portare la tua post-produzione al livello successivo e compiere operazioni come la sostituzione del cielo, l’aggiunta o la rimozione di oggetti complessi, usare tecniche avanzate per la post-produzione di ritratti come la “frequency separation” e molto altro.
La comodità è che al termine delle modifiche fatte in Photoshop, Lightroom salverà una nuova versione dell’immagine con implementate le modifiche fatte in Photoshop e la aggiungerà al catalogo di Lightroom, così che il workflow possa continuare in Lightroom senza interruzioni.

NOTA: l’immagine di ritorno da Photoshop NON è più un file RAW, ma un formato TIFF o PSD. Per questo motivo, ti consiglio di fare tutte le modifiche che coinvolgono la gamma dinamica dell’immagine, il bilanciamento del bianco ed il color grading PRIMA di passare in Photoshop, perché il formato RAW contiene un quantitativo di informazione enormemente maggiore rispetto ai formati esportati da Photoshop.

PASSO SEI: Esportare le immagini

Complimenti, hai terminato di sviluppare tutte le tue immagini!

Questo è il momento in cui devi esportarle in un formato utilizzabile. Lightroom, infatti, non applica le modifiche al file originale, ma registra le tue modifiche in piccolo file testuale detto “sidecar” ed è solo con l’esportazione che tali modifiche vengono applicate creando un nuovo file in un formato utilizzabile, tipo JPEG.

Durante l’esportazione puoi specificare diversi preset di esportazione per ottenere con una sola esportazione versioni diverse del file destinate ad utilizzi diversi, ad esempio per i social e per la stampa.

PASSO SETTE: Fare un back-up delle immagini

I file RAW sono per noi fotografi il bene più prezioso. Per questo motivo è assolutamente fondamentale che tu abbia in piedi una strategia di back-up delle tue immagini. Se vuoi saperne di più, ti rimando a questo articolo che descrive la mia strategia di back-up e ti mette in evidenza pregi e difetti di tale approccio. Ricorda che lavorare su un sistema RAID (in locale o con un NAS) NON è un back-up, ma un modo per sopperire ad eventuali rotture dei dischi rigidi.

PASSO OTTO: Fare un back-up del catalogo

L’ultimo passo è estremamente importante: devi effettuare il back-up del catalogo di ìLightroom, al cui interno sono salvate tutte le modifiche fatte alle immagini e tutte le informazioni di classificazione fatte nel modulo Libreria. Sembra una attività superflua, ma purtroppo il catalogo di Lightroom ha la brutta abitudine di corrompersi in occasione di un aggiornamento e in caso di corruzione il catalogo diviene inutilizzabile.Quindi, il suggerimento è di procedere al back-up del catalogo ogni qualvolta chiudi Lightroom e di utilizzare un disco che sia a sua volta oggetto di back-up.

In conclusione

Bene, siamo arrivati alla fine di un tipico flusso di lavoro in Lightroom per la post-produzione fotografica. Sembra una sequenza molto complessa di attività da svolgere, ma con la pratica vedrai che ogni passo diventerà sempre più naturale e, alla fine, ti muoverai lungo l’intera sequenza senza nemmeno pensarci.

Se vuoi un aiuto che ti accompagni durante tutte le fase della post-produzione, scarica il LIGHTROOM STARTER KIT dove troverai tre dettagliate checklist per le fasi di importazione, sviluppo ed esportazione. Cosa aspetti?

Tu hai già un tuo workflow per lo sviluppo dei tuoi negativi digitali? Se sì, descrivilo sotto nei commenti e se hai domande su come utilizzare al meglio Lightroom e Photoshop per la post-produzione fotografica ti invito a contattarci tramite la nostra pagina Facebook e attraverso Instagram.

Un abbraccio e ricorda di… Rimanere inFocus!

Daniele

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