Eccoci ad una nuova puntata della rubrica Photo of the Week, dove scegliamo una nostra fotografia e vi sveliamo come è stata scattata e post prodotta. Dopo aver parlato nell’ultima puntata di come scattare una immagine macro di un fiore, oggi cambiamo decisamente argomento e ci occupiamo di come spegnere tutte le luci di una stanza usando un flash per realizzare un ritratto Low-Key. Cominciamo!!

La Foto

La fotografia di oggi è un ritratto fatto combinando la tecnica Low Key (se siete interessati alla tecnica high key, invece, cliccate qui) con un classico schema di illuminazione alla Rembrandt. Molto spesso queste due tecniche si trovano combinate insieme poiché permettono di ottenere immagini dal forte impatto emotivo. Per questo motivo molti, data la forza che tipicamente hanno le immagini in bianco e nero, preferiscono convertire un’immagine di questo tipo in bianco e nero. Nel caso della fotografia di oggi, però, il contrasto tra lo sfondo scuro ed il colore del top della modella mi ha spinto a lasciare il colore all’immagine.

 

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Se siete interessati a sapere qualcosa in più su cosa sia la fotografia in Low-Key, cliccate sul box sottostante!

La fotografia Low Key utilizza i toni scuri per creare attorno al soggetto una cornice scura che permette di evidenziare selettivamente solo le aree più luminose o illuminate. E’ una tecnica molto potente, poiché consente di indirizzare molto efficacemente l’attenzione di chi osserva la foto permettendo, al tempo stesso, di creare drammaticità e forza all’immagine. Già ai tempi del Rinascimento, la tecnica del Low Key ha goduto di grande diffusione. Tra i maggiori artisti del XV e XVI secolo, ad esempio, Caravaggio utilizzò un sapiente uso dei toni scuri per guidare l’attenzione dell’osservatore e aumentare la drammaticità delle sue scene. Qui sotto, potete vedere La Vocazione di San Matteo e San Girolamo: notate somiglianze con la foto ad inizio articolo? 🙂

Caravaggio - La vocazione di San Matteo

Caravaggio – La vocazione di San Matteo

Caravaggio - San Girolamo

Caravaggio – San Girolamo

Analogamente al Low Key, si ha la tecnica High Key: in questa tecnica è la luce a dominare la scena, regalando sensazioni profondamente differenti rispetto al Low Key. Se siete interessati a scoprire come realizzare un ritratto High Key, vi invitiamo a leggere questo articolo!

L’Equipaggiamento e i Parametri di Scatto

Per quanto riguarda l’equipaggiamento ed i parametri di scatto utilizzati per la foto, qui di seguito potete trovare un elenco riassuntivo:
  • Corpo macchina: Canon EOS 5D mk iii
  • Lente: Canon EF 135 f/2 L USM
  • Apertura diaframma: f/8
  • Tempo di scatto: 1/200 sec
  • ISO:100
  • Formato RAW
  • Modalità di scatto manuale e bilanciamento del bianco automatico
  • Flash: Canon Speedlite 430 EX II in modalità E-TTL
  • Accessori: uno stativo pieghevole con supporto flash; una softbox quadrata 60X60cm; due trigger radio Yongnuo YN-622C

La Tecnica

Il set up necessario per scattare una fotografia con la tecnica del Low Key è decisamente semplice: vi basterà un fondale nero ed una sorgente luminosa (flash oppure luce continua, a seconda dei vostri gusti). Pensando ad una fotografia Low Key, la prima cosa che viene alla mente è l’importante sfondo nero che domina l’immagine. La soluzione più facile per ottenere un tale sfondo è quello di utilizzare un fondale di carta sorretto da due stand: una soluzione molto pratica e comoda perché facilmente trasportabile “on location” e, quindi, molto flessibile. Il set up utilizzato per scattare questa fotografia ha visto una softbox di 60X60cm posta su uno stativo a circa 2 metri da terra, orientata a circa 45° verso il basso e fuori asse di circa 45° rispetto all’asse dell’obiettivo. La particolare posizione della softbox non è legata al desiderio di voler ottenere un immagine Low Key, quanto piuttosto alla scelta di utilizzare uno schema di illuminazione Rembrandt. In questo schema di illuminazione, si vuole creare un forte contrasto tra il lato del volto illuminato dalla luce principale e quello schiarito dalla luce di riempimento, costruendo una ombra sulla guancia lontana dalla luce principale che formi un piccolo triangolo con la punta del naso. Lo schema prende il nome dalla illuminazione tipica dei dipinti del celebre pittore olandese.

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Dal diagramma dell’illuminazione, notate come il soggetto sia molto staccato dallo sfondo: questo per evitare che la luce proveniente dalla softbox vada a rischiarare lo sfondo trasformandolo in un grigio più o meno scuro a seconda della potenza del flash. Nulla che non sarebbe stato possibile risolvere in post produzione, ma uno dei miei mantra è di cercare di ottenere direttamente in camera una fotografia che richieda la minore elaborazione possibile: questo sia per poter ottimizzare il mio workflow e permettermi di consegnare più rapidamente le immagini al Cliente, sia perché così facendo mi sforzo di lavorare meglio e più attentamente durante la sessione. Inoltra, osservate come la softbox sia molto vicina al soggetto: questo per ottenere una sorgente luminosa dalla dimensione apparente molto grande e poter così avere una luce molto soft. Tipicamente, un ritratto Low Key viene realizzato anche senza diffusori, ottenendo in questo caso una luce molto più dura e delle ombre molto marcate. Esiste una scelta giusta ed una sbagliata? Come moltissime cose in fotografia, non c’è una risposta o una soluzione unica ad un problema. Sperimentate con diverse sorgenti luminose (potete provare softbox di dimensioni differenti, un beauty dish, delle strip light, un flash senza modificatori) poste a differenti distanze dal vostro soggetto: solo così potrete capire quale sia il look che più vi piace.
Al momento in cui questa foto è stata scattata, però, non avevo con me alcun fondale perché non avevo previsto di doverlo utilizzare, visto che la palestra mi aveva contattato per dei ritratti ambientati. Una volta sul posto e nel corso della sessione, però, abbiamo deciso che sarebbe stato carino tentare qualche scatto con una maggiore drammaticità. Come è possibile ottenere uno sfondo nero in un ambiente fortemente illuminato come una palestra? Paradossalmente, la soluzione prevede l’utilizzo di un flash esterno. I passi per poter ottenere uno sfondo nero sono i seguenti:

  • impostare il valore ISO più basso possibile
  • impostare la macchina in modalità manuale
  • impostare un valore di tempo di scatto sufficientemente vicino al tempo di sincronizzazione della nostra macchina. Per la 5D mk iii, il tempo di sync è 1/250 di secondo, quindi ho iniziato impostando 1/200 di secondo
  • scegliere un valore di apertura del diaframma compatibile con la profondità di campo che desideriamo per la nostra immagine
  • mettere il flash off-camera in modalità E-TTL

L’obiettivo è scegliere un tempo di scatto sufficientemente veloce per il valore di diaframma scelto in modo che, scattando senza flash, la foto risulti completamente nera. Per le condizioni di illuminazione al momento dello scatto, 1/200 di secondo ad f/8 e ISO 100 erano tali da garantire una immagine assolutamente nera senza l’uso del flash. Se ci si accorge che la foto di prova così fatta è ancora troppo luminosa, è possibile chiudere il diaframma e, se ancora non si raggiunge la sottoesposizione desiderata perché la luce ambientale è troppo intensa, in ultima analisi passare alla modalità High Sync del flash per usare tempi di scatto più brevi del tempo di sync della nostra macchina fotografica. (Se avete dubbi sull’uso del flash o vorreste avere maggiori informazioni su cosa sia e come si usi la modalità High Sync del flash, lasciate un commento qui sotto oppure partecipate alla discussione sulla pagina Facebook dello Studio inFocus e provvederemo a realizzare un apposito turorial!)

La Post-Produzione

La post produzione di questa immagine è stata abbastanza articolata, sebbene concettualmente molto semplice. Tutto è iniziato in Lightroom, dove il file RAW è stato elaborato per modificare leggermente l’esposizione generale dell’immagine ed aggiungere nitidezza e contrasto. Non è stata applicata alcuna riduzione del rumore sia perché avendo scattato a ISO 100 il rumore di luminanza era inesistente, sia perché dovendo proseguire l’elaborazione in Photoshop è bene non perdere alcuna informazione e applicare la riduzione del rumore al termine dello sviluppo. In Photoshop ho provveduto a effettuare un leggero ritocco della pelle, per eliminare piccole imperfezioni della pelle e renderla un po’ più soft senza però perdere dettaglio nella texture della pelle, ed ho agito con una curva di livello separatamente sulle alte luci, i mezzi toni e gli scuri. infine, ho lievemente desaturato l’immagine per ottenere il look desaturato e contrastato tipico dei ritratti realizzati dallo Studio inFocus. Se siete interessati a sapere di più su come elaborare un ritratto in Photoshop, lasciateci un commento qui sotto oppure partecipando alla conversazione sulla nostra pagina Facebook, faremo il possibile per realizzare un tutorial su questo argomento!

Vi ricordiamo, inoltre, che se volete fare pratica anche con la tecnica high key, in questo articolo troverete tutte le informazioni necessarie.

Per rendervi conto delle condizioni di illuminazione della palestra dove abbiamo realizzato lo shoot e di quanto sia possibile ottenere uno sfondo nero usando un flash anche in condizione di forte illuminazione, vi invito a visitare questa gallery dove potrete vedere anche altre immagini realizzate durante la giornata.

Anche per questa volta, eccoci giunti alla fine di questa puntata! Se volete lasciarci un commento, usate il box qui sotto oppure cliccate “Mi Piace” sulla nostra Pagina Facebook e lasciate un commento sul post relativo all’articolo.

Alla prossima e ricordate di… Rimanere inFocus!!

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About the author

Daniele

Daniele, da sempre appassionato di fotografia e di tutto ciò che vola, insegue le sue passioni conseguendo una laurea in ingegneria astronautica ed esplorando sempre più a fondo l'universo fisico e quello fotografico, sperimentando e raccontando il mondo come lo vede attraverso la sua macchina fotografica.