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Eccoci ad una nuova puntata della rubrica Photo of the Week, dove scegliamo una nostra fotografia e vi sveliamo come è stata scattata e post prodotta. Dopo avervi raccontato nell’ultima puntata della realizzazione di un ritratto ambientato in esterna, oggi torniamo a viaggiare e ci spostiamo in uno dei luoghi più affascinanti ed inospitali del pianeta: la Valle della Morte in California, USA! Siete pronti a scoprire come realizzare un panorama d’effetto?

La Foto

La fotografia di oggi per la rubrica Photo of the Week è un panorama di 180° realizzato nel fantastico scenario della Valle della Morte, California.

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L’Equipaggiamento e i Parametri di Scatto

Per quanto riguarda l’equipaggiamento ed i parametri di scatto utilizzati per la foto, qui di seguito potete trovare un elenco riassuntivo:
  • Corpo macchina: Canon EOS 550D
  • Lente: Canon EF 24-105 f/4L IS USM @ 24mm.
  • Apertura diaframma: f/8.
  • Tempo di scatto: 1/160 sec.
  • ISO:100.
  • Formato: RAW.
  • Modalità di scatto manuale e bilanciamento del bianco automatico.
  • Accessori: nessuno.

La Tecnica

Secondo la definizione data da Wikipedia, con fotografia panoramica si intende
“…la tecnica che permette di creare una immagine che copra un ampio angolo visivo, tra 180° e 360°, tramite la composizione di un mosaico di foto adiacenti, in genere con lo scopo di visualizzare un panorama naturalistico o la vista di un ambiente in modo più simile a come viene percepita dal vivo”.

Questo in genere viene ottenuto combinando insieme una serie di immagini scattate in sequenza (orizzontale o verticale) utilizzando dei software opportuni. È importante notare come per la realizzazione di un panorama è cruciale scattare tenendo bene a mente la post-produzione. In particolare, durante l’operazione di fusione dei vari scatti (chiamata merging in Inglese), i singoli scatti verranno deformati dal software con il risultato che saranno presenti dei “buchi” nell’immagine finale. Molto spesso, quindi, si rende necessario ritagliare l’immagine panoramica al fine di eliminare le aree vuote dell’immagine e, per questo motivo, è importante in fase di scatto mantenersi abbastanza larghi nell’inquadratura in modo che sia possibile ritagliare il panorama mantenendo il soggetto principale integro. In realtà, più avanti vi farò vedere come in alcuni casi particolari non sia necessario ritagliare il panorama ma usando alcuni strumenti di Photoshop sia possibile “riempire” le parti vuote dell’immagine.

Dal punto di vista tecnico, la realizzazione di un panorama è una procedura abbastanza semplice e sostanzialmente uguale indipendentemente dal soggetto che si sta riprendendo. E’ sufficiente, quindi, memorizzare i semplici passi che vi stiamo per illustrare e sarete perfettamente in grado di affrontare qualsiasi situazione. Iniziamo!

1. Messa a fuoco

Durante lo scatto per un panorama, la scelta della messa a fuoco è un aspetto molto importante. Una volta scelto il soggetto principale del panorama – tipicamente collocato al centro dell’immagine – selezionate il punto di messa a fuoco centrale ed usate l’autofocus per mettere a fuoco. Una volta agganciato il fuoco, spostate il selettore della messa a fuoco da automatico a manuale: così facendo, il fuoco sarà bloccato e non cambierà tra i vari scatti che comporranno il panorama.

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2. Scelta dell’Esposizione

La scelta dell’esposizione per i vari scatti che andranno a comporre il panorama è, forse, l’aspetto più importante cui si deve prestare attenzione, soprattutto quando il soggetto del panorama include sorgenti di luce molto forti – ad esempio il Sole. Affidarsi ad una delle modalità semi-automatiche come la priorità dei diaframmi per fissare la profondità di campo può portare a risultati non piacevoli, poiché tra uno scatto e l’altra la macchina fotografica compenserà le differenti esposizioni. Il suggerimento, quindi, è di scattare sempre in manuale e di mantenere le impostazioni della macchina fotografica costanti tra uno scatto e l’altro. Questo garantirà un risultato più omogeneo dal punto di vista dell’illuminazione della scena e, soprattutto, restituirà una immagine molto più fedele a ciò che vediamo con i nostri occhi. Se non siete molto pratici nell’utilizzo della modalità manuale, potete selezionare la modalità semi-automatica a priorità di diaframma, impostare il valore di apertura corrispondente alla profondità di campo desiderata (tipicamente, scattando un panorama si vuole una profondità di campo abbastanza ampia in modo da avere molto del soggetto a fuoco), effettuare una lettura sulla parte principale del panorama che si vuole propriamente esposta premendo il pulsante di scatto a metà, prendere nota del valore di tempo di scatto indicato dalla macchina e impostare manualmente la coppia diaframma/tempo di scatto ottenuta dopo aver ruota la ghiera delle modalità di scatto su manuale. Alternativamente, se la vostra reflex è provvista di questa funzione, potete scegliere il blocco della esposizione (indicato generalmente con un asterisco sul dorso del corpo macchina) e iniziare a scattare.

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3. Posizione e Movimento della Macchina Fotografica

Per cercare di ridurre al minimo le deformazioni prospettiche, è fondamentale mantenere l’elemento frontale della lente quanto più possibile verticale. Per fare questo, potete fare riferimento alla livella elettronica presente in molte delle reflex attuali oppure acquistare per pochissimi Euro una bolla e due assi come questa da collegare alla slitta flash della macchina fotografica.

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In questo modo, è possibile mettere molto facilmente in bolla la macchina fotografica e minimizzare le deformazioni prospettiche che portano alla convergenza delle linee verticali, lasciando solamente la distorsione a barilotto tipica degli obiettivi grandangolari facilmente eliminabile in Lightroom. Se volete sapere come eliminare le deformazioni prospettiche utilizzando Photoshop CC, leggete questo articolo.

Durante lo scatto delle varie immagini che andranno a comporre il panorama è necessario ruotare la macchina fotografica. Per evitare di inserire errori di parallasse, è necessario utilizzare una testa panoramica come questa: queste teste consentono di ruotare il sistema corpo macchina + obiettivo non attorno al perno tipicamente utilizzato per il cavalletto ma attorno al punto focale, ossia quel punto che consente di eliminare il movimento del primo piano rispetto allo sfondo dovuto alla parallasse.

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Purtroppo, una testa panoramica anche di qualità non professionale è un accessorio molto costoso che, molto spesso, non vede giustifica il suo acquisto a meno che non si sia estremamente appassionati alla fotografia panoramica. Questo, però, non significa che senza testa panoramica non sia possibile scattare delle buone immagini panoramiche. L’immagine di oggi, ad esempio, è stata scattata a mano libera, facendo attenzione a non ruotare le spalle attorno al busto (come verrebbe naturale) ma a ruotare tutto il corpo e la macchina fotografica attorno all’elemento frontale della lente. Come in tantissime cose, serve un po’ di pratica per capire bene come muoversi, ma è possibile limitare moltissimo gli errori di parallasse anche scattando a mano libera. Se lo avete a disposizione, infine, l’utilizzo di un cavalletto può aiutare.

4. Sovrapposizione dei Singoli Scatti

Per agevolare l’unione dei vari scatti in post-produzione, è importante che tra uno scatto ed il successivo ci sia una sovrapposizione pari a circa il 30% dell’inquadratura, ossia circa un terzo dell’immagine.

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Una sovrapposizione minore non consentirebbe, infatti, a Photoshop di identificare un numero sufficiente di punti di riferimento per unire le due immagini insieme, mentre una sovrapposizione troppo elevata creerebbe troppi punti di riferimento e potrebbe non essere possibile allinearli tutti correttamente. Come spesso accade, anche in questo caso con la pratica capirete a seconda del soggette che avrete davanti quante immagini saranno necessarie per ottenere un buon panorama. Nell’immagine precedente, notate come la sovrapposizione di due degli scatti del panorama sia circa del 40% del fotogramma e come siano evidenti gli errori di parallasse tra una immagine e la successiva. In particolare, osservate in basso come la linea che demarca la sede stradale abbia linee prospettiche diverse tra la foto 1 e la foto 2. Di seguito, potete vedere come il panorama di oggi sia stato ottenuto combinando 12 singole immagini scattate in modalità portrait (verticale) da sinistra verso destra.

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La Post-Produzione

La post-produzione ha un ruolo fondamentale nella realizzazione di una buona immagine panoramica perché, di fatto, l’immagine deve essere composta interamente in post. Per lo sviluppo dei file RAW è stato utilizzato Adobe Lightroom, lo strumento software che nel corso degli ultimi anni è diventato il riferimento nell’industria per la gestione dell’intero workflow fotografico. Come vi abbiamo illustrato nell’articolo Cosa è Lightroom e a cosa serve? una delle caratteristiche principali di Lightroom è la capacità di sincronizzare le modifiche fatte ad un file RAW con altre immagini con un semplice clic. Una volta elaborata l’immagine corrispondente alla parte centrale del panorama – il punto di maggiore interesse – modificando esposizione, contrasto, saturazione ed applicando la correzione per la lente utilizzata in fase di scatto, le stesse modifiche sono state sincronizzate con le altre immagini costituenti il panorama per far si che tutte le immagini del panorama siano coerentemente sviluppate.

Sincronizzazione-in-Lightroom-Studio-inFocus-Studio-Fotografico-Roma-Matrimonio-Rome-Wedding-Photography

Una volta sincronizzate le immagini, è necessario lasciare temporaneamente Lightroom ed importare le immagini in Photoshop per comporre il panorama. Con tutte le immagini selezionate, è sufficiente cliccare con il tasto destro su una qualsiasi delle fotografie e scegliere Edit in -> Merge to Panorama in Photoshop…

Merge-to-Panorama-Studio-inFocus-Studio-Fotografico-Roma-Matrimonio-Rome-Wedding-Photography

Nella finestra di dialogo che si apre, è possibile scegliere il tipo di proiezione da utilizzare nella composizione del panorama. Nel 90% dei casi Auto farà un ottimo lavoro ma, nel caso in cui la proiezione non vi soddisfi, vi suggeriamo di tentare con la proiezione prospettica o quella cilindrica (dipende molto sia dall’effetto che si vuole ottenere sia dal tipo di panorama che si sta costruendo). Nella sezione centrale della finestra di importazione in Photomerge, sotto all’elenco dei file che si andranno ad utilizzare, fate attenzione che sia presente la spunta solamente a Blend Images Together. Questo farà si che Photoshop cercherà di equilibrare eventuali differenze nell’esposizione tra uno scatto e l’altro osservando la luminosità nei punti di sovrapposizione tra i vari fotogrammi e cercando di realizzare transizioni delicate tra un frame e l’altro: dopo tanti panorami, posso dire che Photoshop fa un ottimo lavoro, ne rimarrete sorpresi.
Lasciate, invece, le altre due spunte non selezionate: la correzione della vignettatura e della distorsione causata dalla lente, infatti, è bene farle in Lightroom prima di importare le immagini in Photomerge.

Photomerge-Importazione-Studio-inFocus-Studio-Fotografico-Roma-Matrimonio-Rome-Wedding-Photography

Una volta premuto OK, preparatevi ad una attesa che può andare da poche decine di secondi a diversi minuti a seconda del numero di immagini da unire e dalle prestazioni del vostro computer: in questa fase, infatti, Photoshop esamina ciascuna immagine cercando di allineare ciascuno scatto rispetto agli altri e fondere i vari scatti tra loro generando una immagine quanto più omogenea possibile. Al termine di questa operazione, ci ritroveremo con una serie di livelli (uno per ciascuna immagine che compone il panorama) ciascuno con una maschera di livello.

Maschere-Livelli-Panorama-Studio-inFocus-Studio-Fotografico-Roma-Matrimonio-Rome-Wedding-Photography

Notate come a causa del fatto che non è stata utilizzata una testa panoramica, Photoshop nel cercare di allineare i vari scatti ha ruotato, deformato e trasformato ciascuna immagine. Il risultato è che a causa di queste deformazioni ai bordi del panorama sono presenti delle zone vuote in cui il livello è trasparente (lo riconoscete dal classico motivo a scacchiera visibile nell’immagine qui in basso).

Buco-Panorama-Studio-inFocus-Studio-Fotografico-Roma-Matrimonio-Rome-Wedding-Photography

Questo è un fenomeno che è presente, più o meno marcato, ogni volta che realizziamo un panorama e può essere affrontato in due modi:

  1. Ritagliare il panorama eliminando le zone in cui non è presente l’immagine
  2. Utilizzare uno degli strumenti di Photoshop come il riempimento in base al contenuto o lo strumento clone per riempire gli eventuali buchi presenti nell’immagine. Questa è una tecnica molto utile laddove ai bordi del panorama siano presenti delle zone omogenee come cielo o terreno.

Nel caso in esame, le zone vuote dell’immagine sono state riempite utilizzando lo strumento Riempi in Base al Contenuto. Completato il lavoro in Photoshop, tramite il comando salva (NON salva con nome!) si salva l’immagine in formato TIFF e la si reimporta automaticamente nel catalogo di Lightroom, dove è possibile fare gli ultimi ritocchi prima di esportare il JPEG finale.

Se volete visionare altri esempi di fotografie panoramiche, vi invitiamo a visitare questa gallery sul nostro sito ed a farci sapere se avete domande o curiosità su come sono state scattati questi panorami.

Ora tocca a voi: scattate una fotografia panoramica e condividetela con gli Amici dello Studio inFocus attraverso la pagina Facebook dello Studio inFocus.

Anche per questa volta, eccoci giunti alla fine di questa puntata! Se volete lasciarci un commento, usate il box qui sotto oppure cliccate “Mi Piace” sulla pagina Facebook dello Studio inFocus.

Se volete imparare ad utilizzare al meglio Lightroom per rendere le vostre immagini migliori, vi invitiamo a seguire il nostro Corso di Elaborazione Digitale con Lightroom. Se volete avere maggiori informazioni, compilate il form qui in basso e vi ricontatteremo per raccontarvi nel dettaglio cosa faremo al corso!

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Alla prossima e ricordate sempre di… Rimanere inFocus!!

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About the author

Daniele

Daniele, da sempre appassionato di fotografia e di tutto ciò che vola, insegue le sue passioni conseguendo una laurea in ingegneria astronautica ed esplorando sempre più a fondo l'universo fisico e quello fotografico, sperimentando e raccontando il mondo come lo vede attraverso la sua macchina fotografica.

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