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Dopo avervi parlato di come realizzare un ritratto in Low Key, oggi torniamo in studio per imparare un modo molto semplice e veloce per realizzare un ritratto in High Key. Iniziamo!

Eccoci ad una nuova puntata della rubrica Photo of the Week, dove scegliamo una nostra fotografia e vi sveliamo come è stata scattata e post prodotta. In una scorsa puntata della rubrica Photo of the Week vi abbiamo raccontato come realizzare un ritratto in Low Key, ossia un ritratto in cui predominano i toni scuri ed è possibile enfatizzare con un tocco di drammaticità e carattere il nostro soggetto. A seguito di quell’articolo (uno dei più letti del nostro blog… Grazie a tutti! 🙂 ), abbiamo ricevuto numerose richieste di approfondimento sulla tecnica per realizzare un perfetto ritratto in High Key. Quindi, eccoci qui a parlarne!

La Foto

La foto di oggi ritrae il giovano attore romano Gianluca Vicari, di cui vi abbiamo già parlato in occasione della proieziona nei cinema di tutta Italia de Il Terzo Tempo, in cui interpreta uno dei giovani giocatori di rugby. La foto è stata realizzata in studio e rappresenta un tipico esempio di ritratto in high key.

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L’Equipaggiamento e i Parametri di Scatto

Per quanto riguarda l’equipaggiamento ed i parametri di scatto utilizzati per la foto, qui di seguito potete trovare un elenco riassuntivo:

  • Corpo macchina: Canon EOS 5D mk iii
  • Lente: EF 24-105 f4 L IS USM
  • Apertura diaframma: f/8
  • Tempo di scatto: 1/160 sec
  • ISO: 100
  • Formato RAW
  • Modalità di scatto manuale e bilanciamento del bianco automatico
  • Flash: 4 Monotorce Profoto D1 500
  • Accessori: 2 ricetrasmettitori Yongnuo YN-622C, una softbox 100cm x 100cm, 2 riflettori parabolici standard, 1 snoot

La Tecnica

Dal punto di vista tecnico, l’effetto high key è un effetto basato sulle alte luci che può essere ottenuto sia in fase di scatto che in post-produzione. Personalmente, preferisco sempre lasciare alla post-produzione solo ciò che non è strettamente possibile ottenere in camera, cercando di realizzare immagini RAW che siano quanto più possibile prossime allo scatto che ho in mente (sempre meglio avere del tempo in più a disposizione per scattare e risparmiarsi qualche ora in Photoshop 🙂 ). La realizzazione di una ritratto in high key presenta sfide del tutto analoghe a quelle che abbiamo visto per la creazione di un immagine in Low Key, occorre prestare molta attenzione ad un paio di aspetti che, se non opportunamente considerati, rischiano di rovinare una foto in high key. Le fotografie high key sono caratterizzate da una estrema luminosità dell’immagine e dalla pressoché assenza di toni medi, che fa risaltare per contrasto le ombre nel soggetto. In particolare, la forte luminosità e la tipica presenza di una gran parte dell’immagine di colore bianco vengono generalmente associate alla vitalità del soggetto, alla spensieratezza e all’allegria.

Dal punto di vista dell’allestimento del set, nell’immagine seguente potete vedere come ho disposto le quattro sorgenti di luce a mia disposizione.

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La luce principale per illuminare il soggetto è data da una monotorcia da studio con abbinata una grande softbox quadrata da 1 metro di lato, la cui scelta è stata dettata dalla necessità di una luce soffice e diffusa sul soggetto. La luce di riempimento, invece, è stata ottenuta con un pannello di polistirolo bianco alto circa 2 metri posto alla sinistra della lente, il cui compito è stato quello di schiarire leggermente le ombre sul lato in ombra del soggetto. Per quanto riguarda lo sfondo, invece, due monotorce con un modificatore a parabola sono state sufficienti per bruciare lo sfondo ed ottenere un fondale bianco omogeneo. Infine, una quarta monotorcia con uno snoot è stata utilizzata per inserire una rim light (che possiamo volgarmente chiamare luce di contorno in italiano) per aiutare a staccare il soggetto dallo sfondo.

Ricordate che quando si realizza un ritratto in high key è fondamentale che lo sfondo sia perfettamente bianco. Questo significa che la scelta delle potenze dei flash che illuminano il fondale è fondamentale. In generale, è sufficiente sovraesporre il fondale di 1 o 2 stop al massimo rispetto alla srgente di luce principale, per evitare che sia presente troppa luce riflessa indietro verso la macchina che tenderebbe ad eliminare contrasto dall’immagine e a renderla più sbiadita.

Come vedete, lo schema di luci per realizzare un ritratto in high key è abbastanza semplice ma richiede, a differenza del caso in low key, un numero di luci molto maggiore. Questo perché, al fine di ottenere una buona immagine, è necessario controllare molto attentamente i rapporti di potenza tra le varie sorgenti luminose. Per fare questo, il metodo più immediato è fare affidamento ad un esposimetro esterno, in grado di misurare l’esposizione della luce incidente piuttosto che quella della luce riflessa. Se, però, non ne avete uno a disposizione non preoccupatevi: è possibile, infatti, attivare il clip delle alte luci nel menù della macchina fotografica ed utilizzare lo schermo LCD sul retro della macchina per controllare che il fondale sia correttamente sovraesposto.

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La Post-Produzione

Dal punto di vista della post-produzione, un ritratto in high key non presenta particolari difficoltà rispetto ad un qualsiasi altro ritratto. Le uniche peculiarità tipiche della tecnica high key possono essere relative ad una correzione della luminosità dello sfondo. Può capitare, infatti, che un errato posizionamento delle luci per il fondale o una scarsa potenza dei flash a nostra disposizione non consentano di ottenere uno sfondo perfettamente bianco ed omogeneo: in questo caso, agendo in post con una correzione di esposizione si può bruciare ulteriormente lo sfondo e renderlo, se necessario, più bianco e più omogeneo. Nel fare questo, però, fate attenzione a correggere l’illuminazione anche dei contorni del soggetto usando le proprietà del livello, per evitare di ottenere un effetto poco realistico. Aumentando la luminosità del fondale, infatti, cambierà anche il quantitativo di luce riflessa dal fondale stesso sul soggetto e, quindi, sarà necessario compensare.

Per quanto riguarda la post produzione del ritratto, invece, stiamo preparando un articolo dedicato all’intero processo di lavorazione di un ritratto quindi, se siete interessati, iscrivetevi alla newsletter compilando il modulo in alto a sinistra su questa pagina oppure mettete “Mi Piace” alla pagina Facebook dello Studio inFocus per non perdere nessuno dei contenuti che regolarmente pubblichiamo sul blog.

Se volete imparare tutti i trucchi per utilizzare al meglio Lightroom o Photoshop per lavorare i vostri negativi digitali, vi invitiamo a partecipare al nostro Corso di Elaborazione Digitale con Lightroom e al nostro Corso di Photoshop, dove imparerete come ottenere il massimo dalle vostre immagini! Se volete avere maggiori informazioni sui corsi, compilate il form qui in basso e vi ricontatteremo al più presto per darvi tutte le informazioni necessarie.

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Anche per questa volta, eccoci giunti alla fine di questa puntata! Se volete lasciarci un commento, usate il box qui sotto oppure cliccate “Mi Piace” sulla pagina Facebook dello Studio inFocus e partecipate alla discussione commentando il post relativo a questo articolo.

Alla prossima e ricordate di… Rimanere inFocus!!

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About the author

Daniele

Daniele, da sempre appassionato di fotografia e di tutto ciò che vola, insegue le sue passioni conseguendo una laurea in ingegneria astronautica ed esplorando sempre più a fondo l'universo fisico e quello fotografico, sperimentando e raccontando il mondo come lo vede attraverso la sua macchina fotografica.