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Considerato da molti uno dei migliori zoom disponibili per le reflex della casa bianco rossa, il Canon EF 24-105 f4L IS USM è una della lenti di maggior successo nell’arsenale di Canon. Scopriamo insieme pregi e difetti di questa ottica. Buona lettura!

Indice

Se preferite saltare direttamente ad una parte specifica della recensione, potete cliccare direttamente sul nome della sezione di vostro interesse:

Introduzione

Il Canon EF 24-105 f4L IS USM rappresenta una delle scelte più popolari quando si ha la necessità di aggiornare il propri oparco ottiche con una lente professionale, versatile, dall’ampia gamma focale, con stabilizzazione di immagine, una buona luminosità ed una qualità costruttiva di altissimo livello. Non è un caso, infatti, che questa sia stata per anni l’unica lente proposta in kit da Canon per le proprie reflex full frame. Ultimamente, però, iniziano ad essere immessi sul mercato i primi kit che includono il nuovo EF 24-70 f/4 IS USM.

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Come è nostra abitudine e come avete avuto modo di vedere nella nostra recensione della Canon EOS 5D mk iii, la nostra idea di recensione non è di portare la lente in laboratorio e fare test e prove asettiche, bensì di raccontarvi di come si comporta questa lente nell’uso pratico sia professionale che amatoriale. Se, quindi, vi aspettate grafici o interessantissime fotografie a bersagli per la nitidezza o la vignettatura, scusateci in anticipo. Se, invece, siete interessati a capire come si comporta questa lente nell’uso sul campo e quali sono i suoi pregi ed i suoi difetti allora continuate a leggere!

Caratteristiche tecniche

Specifiche Tecniche
Caratterstica Descrizione
Lunghezza focale 24-105mm
Formula ottica 18 elementi in 13 gruppi
Numero lamelle del diaframma 8
Campo di vista 84.10°-23.30° (su fullframe); 64.18°-16.31° (su APS-C)
Massimo ingrandimento 0.23x (pari a 1:4.2)
Diaframma massimo f/4
Diaframma minimo f/22
Stabilizzazione di immagine Si
Sistema autofocus Motore ultrasonico interno di tipo Ring-type (USM)
Messa a fuoco manuale continua Si
Distanza di messa a fuoco minima 0.45 metri
Diametro filtri 77mm
Dimensioni (diametro x lunghezza) 83.5 x 107mm
Peso 670 gramma
Tropicalizzazione Si
Costo (al momento della recensione) 750€
Anno di rilascio 2005
Accessori inclusi Tappi posteriore e anteriore; paraluce EW-83H; custodia morbida LP1219

Qualità Costruttiva

Come tutti gli obiettivi fregiati di un anello rosso, il Canon 24-105 f4L IS USM è dotato della eccellente qualità costruttiva che caratterizza tutte le lenti professionali della serie L di Canon. La lente è realizzata con un barilotto in metallo con inserti in plastica molto robusta caratterizzati da accoppiamenti molto curati e ben assemblati. Non manca, inoltre, la piastra di aggancio al corpo macchina in metallo ed una tropicalizzazione molto buona.

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Sul lato sinistro del barilotto è possibile trovare il selettore per la messa a fuoco automatica o manuale e l’interruttore di attivazione o spegnimento della stabilizzazione di immagine. Entrambi questi selettori sono caratterizzati da una sensazione di estrema robustezza dei meccanismi e da un azionamento molto preciso, senza giochi di sorta.

canon_24-105_interruttori_barilotto

Sul barilotto sono anche presenti le due ghiere rivestite in gomma per la messa a fuoco e per lo zoom. Entrambe sono caratterizzate da un rivestimento di alta qualità e da un movimento molto fluido e preciso, né troppo morbido né troppo resistente. Inoltre, sulla parte superiore dell’obiettivo si trova una scala per la distanza di messa a fuoco, molto utile quando si vuole utilizzare il fuoco manuale.

24-105_ghiere

Il sistema di messa a fuoco è il collaudato USM (Motore Ultra Sonico) dotato di FTM (Full Time Manual focus, che consente la messa a fuoco manuale anche con il selettore in posizione AF) che è possibile trovare su tutte le ottiche della serie L della casa bianco rossa. Le prestazioni dell’autofocus sono, in generale, di ottima qualità: l’AF è estremamente silenzioso, cosa molto importante se si pensa di utilizzare la lente anche per la realizzazione di video oltre che per la fotografia. Per quanto riguarda la velocità di acquisizione del fuoco, invece, le prestazioni sono di tutto rispetto. Pur non raggiungendo i picchi di lenti come l’eccellente EF 70-200 f/2.8 IS USM II, se accoppiato con corpi macchina con un comparto AF di ultima generazione il Canon EF 24-105 f4L IS USM non sfigura assolutamente e può essere utilizzato anche in contesti sportivi o di soggetti in rapido movimento.

Infine, è importante notare che tutte le operazioni di focheggiatura sono completamente interne alla lente, senza alcun movimento dell’elemento frontale dell’obiettivo, caratteristica molto utile per chi utilizza filtri polarizzatori o graduati.

Discorso a parte, invece, merita il meccanismo di zoom. Nella copia in nostro possesso, il meccanismo di estensione del barilotto presenta un fastidioso comportamento: mantenendo la lente rivolta verso il basso, per esempio camminando, lo zoom tende ad estendersi lentamente invece che rimanere fermo in posizione per effetto del proprio peso. Si tratta di un difetto minore, per carità, ma da una lente nella linea professionale ci si aspetta sempre il massimo livello costruttivo. Dopo una rapida ricerca in rete, ci siamo resi conto che anche altri hanno lamentato questo comportamento, sia su elementi di vecchia produzione che su esemplari più recenti. Nell’ultimo EF 24-70 f/2.8L USM mk II, seguendo quanto fatto da Tamron nei suoi zoom più recenti, Canon ha introdotto un meccanismo di blocco dello zoom che, sperabilmente, verrà incluso anche nel futuro aggiornamento del Canon EF 24-105 f4L IS USM.

Qualità delle Immagini

Nell’andare ad esaminare la qualità ottica del Canon EF24-105 f4L IS USM abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione su quei parametri che vanno ad influenzare in maniera evidente le fotografia che andiamo a realizzare. Siamo decisamente contrari a test da laboratorio perché, sebbene utilissimi per capire quanto siano vere le specifiche tecniche dichiarate dai produttori, non dicono nulla su come si comporti la lente nell’uso pratico sul campo. Per questo motivo, abbiamo selezionato queste aree di interesse:

  1. Nitidezza
  2. Vignettatura
  3. Distorsione
  4. Aberrazione cromatica
  5. Resistenza al flare

Nitidezza

La nitidezza del Canon EF 24-105 f4L IS USM si mantiene buona su tutta la lunghezza focale e anche a tutta apertura. Se confrontato con altre lenti della serie L come l’EF 16-35 f/2.8L USM o l’EF 70-200 f/2.8L IS USM II con cui presenta sovrapposizione nell’estensione focale va a collocarsi su un gradino più basso, ma è sufficiente chiudere il diaframma di un paio di stop per raggiungere livelli di nitidezza ottimi al centro del fotogramma. Dove la lente soffre maggiormente è agli angoli: indipendentemente dalla lunghezza focale e dalla apertura, infatti, gli angoli del fotogramma tendono ad essere sempre più soffici ed impastati rispetto al centro. Questo è particolarmente vero se si utilizza il Canon EF 24-105 f4L IS USM con una macchina fullframe, mentre la differenza si riduce notevolmente montando la lente su un corpo APS-C.

Detto questo, nell’uso pratico questa leggera morbidezza ai bordi non è assolutamente problematica e non preclude l’ottenimento di ottime immagini. Se, però, pianificate di utilizzare la lente per un uso professionale, il suggerimento che diamo è di prestare particolare attenzione alla composizione e scegliere un posizionamento degli elementi nell’inquadratura con elementi secondari in prossimità degli angoli ed, eventualmente, lavorare con l’apertura per sfocare lo sfondo e non perdere dettagli ai bordi a causa della lieve perdita di nitidezza.

Bokeh

Essendo una lente con apertura massima pari ad f/4, si è portati a pensare che il Canon EF 24-105 f4L IS USM non consenta di ottenere un buon bokeh. In realtà, pur senza raggiungere i risultati di ottiche molto più luminose con diaframmi massimi più ampi, questa lente consente di ottenere un buono sfocato quando utilizzata verso l’estremo più lungo della sua escursione focale. Oltre i 70/80mm, infatti, anche già ad f/4 è possibile ottenere un buono sfocato a patto di mettere a fuoco su un soggetto abbastanza vicino.

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Come si vede, pur senza raggiungere il bellissimo bokeh del Canon EF 70-200 f/2.8L IS USM II, il piccolo Canon EF 24-105 f4L IS USM si difende egregiamente.

Bokeh è un termine del gergo fotografico molto in voga negli ultimi anni e derivato dal vocabolo giapponese “boke” (ボケ), che significa sfocatura oppure confusione mentale. In poche parole, il bokeh indica il contributo delle aree fuori fuoco all’immagine oppure la qualità dello sfocato in una immagine. Volendo essere un po’ più precisi, la parola bokeh indica tutte le aree contenute nei piani fuori fuoco di una immagine e la qualità estetica della sfocatura che si è ottenuta. Per estensione, con bokeh è anche possibile fare riferimento alla tecnica fotografica che permette di ottenere un effetto sfocato piacevole tramite l’opportuno utilizzo delle proprietà e caratteristiche ottiche degli obiettivi.
Da un punto di vista matematico, invece, il bokeh viene descritto come la convoluzione dell’immagine a fuoco con la forma del diaframma (che va ad influenzare l’aspetto dello sfocato che si ottiene). Questa descrizione matematica è alla base del funzionamento dei software di fotoritocco come Photoshop e Lightroom Dal punto di vista matematico, la sfocatura di una fotografia può essere descritta come la convoluzione dell’immagine a fuoco con la forma del diaframma. Tale proprietà viene sfruttata dai software di ritocco fotografico per realizzare bokeh “simulati”.

Vignettatura

Come ci si può facilmente attendere, il Canon EF 24-105 f4L IS USM soffre di una marcata vignettatura a 24mm ed f/4 che migliora, solo marginalmente, chiudendo il diaframma di un paio di stop. Per le altre lunghezze focali, invece, la vignettatura sebbene presente è abbastanza contenuta anche ad f/4 e va via via diminuendo con l’apertura del diaframma. Il problema della vignettatura è particolarmente avvertibile se si usa la lente su un sensore full frame a 24mm, mentre la situazione migliora sensibilmente usando un sensore APS-C, grazie al fatto che si utilizza solamente la parte centrale del cerchio di immagine della lente. In particolare, su APS-C la vignettatura è ancora importante a 24mm e a 105mm ad f/4, ma di fatto scompare a tutte le lunghezze focali chiudendo il diaframma di uno stop a f/5.6.

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In ogni caso, l’eventuale vignettatura presente nell’immagine può essere facilmente eliminata in post produzione in Lightroom o in un analogo software di elaborazione digitale.

Con il termine vignettatura si intende in fotografia un disturbo introdotto dall’ottica dell’obiettivo che si sta usando che crea una sottoesposizione nei bordi dell’inquadratura. Ma da cosa deriva? Si tratta, in primo luogo, di un fenomeno fisico legato alla legge del coseno di Lambert che causa (semplificando molto) un riduzione della luminosità agli angoli del fotogramma rispetto alla parte centrale dell’inquadratura. L’intensità della vignettatura dipende anche dal particolare schema ottico dell’obiettivo che si sta utilizzando e che porta alla cosiddetta vignettatura ottica, causata dal reciproco oscurarsi della pupilla d’entrata e di quella d’uscita (la pupilla d’entrata è definita come l’immagine del diaframma fornita dalla lente che lo precede, mentre la pupilla d’uscita è l’immagine del diaframma realizzata dalla lente successiva) rispetto ai raggi di luce obliqui. Oltre a motivi ottici interni alla lente, la vignettatura può essere causata anche da fenomeni esterni quali, ad esempio, più filtri impilati uno sull’altro oppure un paraluce di dimensioni errate per l’obiettivo in uso. Tipicamente, lunghezze focali grandangolari sono maggiormente soggette a forti vignettature, così come diaframmi particolarmente aperti. In generale, però, si tratta di un difetto molto facilmente correggibile in post produzione applicando il corretto profilo della lente che si sta utilizzando.

Distorsione

Quando usato su corpi macchina full frame, il Canon EF 24-105 f4L IS USM presenta una forte distorsione a barilotto quando usato a 24mm, che va riducendosi all’aumentare della lunghezza focale. A partire dai 35mm la deformazione a barilotto diviene impercettibile, mentre dai 50mm fino ai 105mm è presente una leggera distorsione a cuscinetto. Su formato ridotto, invece, la distorsione si riduce sensibilmente limitando la deformazione a barilotto solamente alla focale 24mm, mentre a partire dai 70mm di lunghezza focale in su è presente solamente una trascurabile distorsione a barilotto. Nell’immagine seguente potete apprezzare la forte distorsione a barilotto presente a 24mm di lunghezza focale (passate il mouse sull’immagine).

Come si vede, la distorsione a 24mm è molto marcata ai margini del fotogramma. Notate, infatti, come nella parte superiore dell’immagine precedente, quella che dovrebbe essere una linea perfettamente retta sia, in realtà, pesantemente curvata.

Confronto-Distorsione

Così come detto per la vignettatura, i difetti di deformazione possono essere corretti abbastanza efficacemente in post produzione applicando il corretto profilo per l’obiettivo utilizzato.

La distorsione è un difetto causato principalmente dalla superficie curva delle lenti anteriori nel barilotto. L’effetto della distorsione è la presenza di errori più o meno marcati nella riproduzione delle linee rette nel fotogramma. In particolare, esistono tre tipologie di distorsioni:

  1. deformazione a barilotto: le linee rette e parallele nell’inquadratura appaiono curvate verso l’interno
  2. deformazione a cuscinetto: le linee rette e parallele nell’inquadratura appaiono curvate verso l’esterno
  3. deformazione a baffo (o a moustache): si tratta di una combinazione della deformazione a barilotto nella parte centrale dell’inquadratura e di quella cuscinetto ai bordi

Le deformazioni introdotte dalle ottiche possono essere corrette con buoni risultati in post produzione con Photoshop o software simili. E’ importante notare, però, che tali correzioni introducono forti deformazioni nell’immagine che, quindi, possono portare alla necessità di un ritaglio dell’immagine a valle della correzione.

Aberrazione Cromatica

Il Canon EF 24-105 f4L IS USM soffre moderatamente di aberrazione cromatica longitudinale a tutte le lunghezze focali, sopratutto a 24 mm, ma non si tratta di qualcosa che crea problemi.

In Lightroom o Camera RAW è possibile correggere l’eventuale presenza di aberrazione cromatica in maniera molto efficace.

correzione-aberrazione-cromatica-studio-infocus-roma

Quando si parla di aberrazione cromatica, in realtà si dovrebbe parlare più precisamente e correttamente di aberrazione cromatica longitudinale (o assiale). Questa consiste nella presenza di aloni colorati (tipicamente viola o verdi) sui bordi dei soggetti ed è dovuta al diverso valore di rifrazione delle diverse lunghezze d’onda che compongono la luce che passa attraverso il sistema di lenti che costituiscono l’obiettivo. Per contenere questo difetto, gli obiettivi di qualità migliore riescono a limitare molto efficacemente questo difetto impiegando lenti lavorate appositamente e rivestite con trattamenti volti a ridurre le differenze di rifrazione per la ciascuna lunghezza d’onda.

Resistenza al Flare

I primi lotti di Canon EF 24-105 f4L IS USM erano incapaci di contenere in maniera accettabile il flare. Canon, spinta dalle recensioni negative dei propri clienti, ha provveduto a modificare la lente e a partire dagli esemplari prodotti dopo il data code UT1000 si è ottenuto un comportamento adeguato capace di contrastare efficacemente il flare. La resistenza al flare è molto buona a lunghezze focali grandangolari, mentre a lunghezze superiori è presente un leggero calo di prestazioni che, però, può essere facilmente compensato con un po’ di attenzione in fase di scatto.

Il flare, in italiano rifrazione, è un fenomeno che si presenta principalmente quando si scatta in controluce o quando sono presenti forti sorgenti luminose nell’inquadratura. La luce, penetrando nell’ottica con un elevata angolazione, crea dei riflessi non voluti sulle lenti che si traducono in striature colorate con i colori dell’arcobaleno e macchie colorate e sfocate nell’immagine. I migliori obiettivi possiedono degli speciali trattamenti antiriflesso che diminuiscono molto il verificarsi del problema. Inoltre, l’uso del paraluce in dotazione all’obiettivo può, in molto casi, essere sufficiente a bloccare l’ingresso non desiderato di raggi di luce dannosi responsabili del flare. Si tratta di un difetto molto difficilmente correggibile in post produzione e, per questo motivo, è molto importante valutare le prestazioni di un obiettivo prima di procedere all’acquisto.

La Stabilizzazione di Immagine

Una delle caratteristiche principali del Canon EF 24-105 f4L IS USM è la presenza di uno stabilizzatore di immagine capace di compensare circa 3 stop. Lo stabilizzatore presente sulla lente non è l’ultima versione introdotta da Canon con l’EF 70-200 f/2.8L IS USM II e, quindi non è in grado di riconoscere automaticamente se la fotocamera è montata su un cavalletto o meno, e presenta una sola modalità di funzionamento che considera sia il movimento orizzontale che quello verticale. Ciò nonostante, nell’uso pratico lo stabilizzatore in dotazione al Canon EF 24-105 f4L IS USM ha delle prestazioni veramente eccezionali e consente di portare a casa ottime immagini a mano libera anche con tempi di scatto molto lunghi. Ad esempio, l’immagine che vedete in basso è stata ottenuta in occasione della girandola di Castel Sant’Angelo usando il Canon EF 24-105 f4L IS USM a mano libera con un tempo di scatto di mezzo secondo.

Girandola-Castel-Sant-Angelo-Roma-Studio-inFocus-Rome-Wedding-Photography

Ovviamente, l’utilizzo di un obiettivo dotato di stabilizzazione di immagine non garantisce che si ottengano sempre e comunque foto nitide a mano libera con tempi di scatto molto lunghi. Se volete imparare alcuni trucchi per ottenere immagini nitide quando si scatta a mano libera, vi invitiamo a leggere questo nostro articolo in cui affrontiamo nel dettaglio l’argomento.

Infine, vogliamo approfittare di questa occasione per ricordarvi che un sistema di stabilizzazione dell’immagine aiuta moltissimo ad eliminare il mosso introdotto dal tremolio delle nostre mani durante lo scatto, ma non può fare nulla contro il movimento del soggetto inquadrato. Questo significa che se si fotografa una scena immobile, ad esempio un paesaggio, in condizioni di scarsa illuminazione, la stabilizzazione di immagine consentirà di ottenere – entro certi limiti – uno scatto nitido. Se, invece, si sta fotografando un soggetto in movimento in condizioni di buio (ad esempio a teatro o durante una cerimonia o nel caso di sport al chiuso) la stabilizzazione di immagine non potrà fare nulla contro il movimento del soggetto durante il tempo di scatto. In questi casi, l’unico modo per ottenere immagini nitide è ridurre il tempo di scatto aprendo maggiormente il diaframma o alzando gli ISO con cui si lavora.

In questa gallery, abbiamo inserito una serie di immagini scattate con il Canon EF 24-105 f4L IS USM a diverse lunghezze focali e diverse aperture del diaframma. Cliccate sulle immagini per vederle ingrandite e poi usate i comandi a schermo per navigare nella gallery.

NOTA: STIAMO AGGIORNANDO LA GALLERY CON ALTRE IMMAGINI. SCUSATE PER L’INCONVENIENTE!

Alternative

L’unica valida alternativa attualmente sul mercato al Canon EF 24-105 f4L IS USM è il nuovo Sigma 24-105 F4 DG OS HSM, recentemente introdotto nella linea ART di Sigma.

sigma-24-105-f4-2-studio-infocus

Non abbiamo ancora avuto modo di testare la nuova lente di Sigma, ma dalle diverse recensioni disponibili online sembra che si tratti di un obiettivo dalle prestazioni assolutamente al top. Tenete presente, però, che tra il Canon EF 24-105 f4L IS USM ed il Sigma 24-105 F4 DG OS HSM c’è un salto generazionale e tecnologico di almeno una decade che fa tendere, naturalmente, l’ago della bilancia in favore del nuovo Sigma. In particolare, sembra che il 24-105 di Sigma abbia una nitidezza solo lievemente superiore rispetto all’omologo Canon, ma un comportamento decisamente migliore in termini di aberrazione cromatica che però, come abbiamo avuto modo di dire, è facilmente eliminabile in post produzione.

In generale, Sigma con tutta la sua nuova serie ART sta sfidando molto esplicitamente Canon sul piano della qualità e delle prestazioni e, ci si augura, questa concorrenza andrà a totale vantaggio di noi fotografi.

In conclusione

Che giudizio dare del Canon EF 24-105 f4L IS USM? Detto in poche parole, si tratta di una lente di ottima qualità, estremamente versatile e dalle prestazioni di ottimo livello. Dal punto di vista di chi deve migliorare il proprio parco ottiche passando dal classico 18-55 fornito in kit con la maggior parte delle reflex Canon è sicuramente un enorme passo avanti sotto tutti i punti di vista. E’, inoltre, una tre le più economiche delle lenti professionali della casa bianco rossa e rappresenta senza ombra di dubbio una validissima alternativa per chi cerchi una lente tuttofare da portare con se nella grande maggioranza dei casi. Una delle note più a vantaggio di questa lente è un sistema di stabilizzazione di immagine veramente efficace, che rende l’obiettivo una scelta vincente non solo per la fotografia ma anche per chi utilizza la reflex per registrare video.
Detto ciò, non è una lente esente da difetti. Il più serio, a mio avviso, è il brusco calo di nitidezza che si ha muovendosi verso i bordi del fotogramma frutto di un design ormai datato 10 anni. Vignettatura e distorsione, infatti, sono difetti che possono essere facilmente corretti in post produzione, ma sulla perdita di nitidezza purtroppo c’è poco da fare. Inoltre, l’estensione involontaria dello zoom quando la lente è orientata verso il basso può essere causa di problemi, perché si può urtare la lente mentre si cammina o la si ripone nella borsa. Si tratta di un fatto meccanico che, credo, sarebbe facilmente risolvibile. A breve manderò la lente in assistenza per la periodica revisione annuale e farò presente la cosa. Vi aggiornerò al riguardo.

Eliminato il live calo di nitidezza ai bordi, ciò che forse renderebbe questa lente prossima alla perfezione sarebbe una apertura massima di f/2.8. Vista, però, l’introduzione molto recente del Canon EF 24-70 f/4L IS USM è difficile che la casa bianco rossa introduca una versione con apertura maggiore del 24-105 attualmente in commercio. Anzi. Non mi sorprenderebbe, infatti, se in un futuro prossimo il Canon EF 24.105 f4L IS USM venisse interamente sostituito nei kit con il nuovo EF 24-70 f/4L IS USM che, altrimenti, non avrebbe ragione di esistere. Ma, come spesso accade, sarei molto felice di essere smentito da Canon!

In generale, quindi, non posso fare a meno di consigliare il Canon EF 24-105 f4L IS USM a chiunque desideri una lente con ottime prestazioni generali, molto versatile e comoda come obiettivo a tutto tondo e che non manca mai in ogni viaggio che faccio.

In conclusione
Cosa ci piace Cosa non ci piace
Qualità costruttiva Alle focali grandangolari su formato fullframe è presente una forte distorsione
Tropicalizzazione Alle focali grandangolari su formato fullframe è presente una forte vignettatura
Stabilizzatore di immagine Apertura massima f/4
Ampia gamma focale Estensione involontaria dello zoom
Qualità generale dell'immagine
Peso ed ingombro contenuti

Se siete interessati all’acquisto, potete procedere utilizzando questo link.

E voi cosa ne pensate del Canon EF 24-105 f4L IS USM? Se lo usate già da un po’ quali sono le vostre impressioni d’uso e i vostri commenti? Fatecelo sapere usando il box qui in basso oppure mettendo “Mi piace” alla nostra pagina Facebook e partecipando alla discussione sulla nostra bacheca!

Buona luce a tutti e ricordate di… Rimanere inFocus!!!

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About the author

Daniele

Daniele, da sempre appassionato di fotografia e di tutto ciò che vola, insegue le sue passioni conseguendo una laurea in ingegneria astronautica ed esplorando sempre più a fondo l'universo fisico e quello fotografico, sperimentando e raccontando il mondo come lo vede attraverso la sua macchina fotografica.

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